Franco Gidoni
«La peculiarità della democrazia non risiede solo nel fatto di aver introdotto nuove parole, ma anche le nuove idee che tali parole esprimono» (Alexis de Tocqueville)

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Pubblicato in Notizie dalla rete  da francogidoni il April 3rd, 2012
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Guardate qui. Eccezionale:

Discussione delle mozioni sulla riduzione e razionalizzazione delle spese militari con particolare riferimento al blocco del programma per la produzione e l’acquisto dei cacciabombardieri JSF F-35

Pubblicato in interventi aula  da francogidoni il March 29th, 2012
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Leggi l’intervento in aula

http://portale.intra.camera.it/_dati/leg16/lavori/stenografici/sed613/pdfs004.pdf

Mille proroghe: intervento in aula

Pubblicato in Interventi  da francogidoni il February 22nd, 2012
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L’intervento in aula in discussione generale sul mille proroghe

http://xvi.intra.camera.it/412?idSeduta=590&resoconto=stenografico&indice=alfabetico&tit=00030&fase=00010#sed0590.stenografico.tit00030.sub00010.int00430

Interrogazione a risposta scritta 4-14839 – Distaccamento VVF in Longarone (Bl)

Pubblicato in interrogazioni  da francogidoni il February 14th, 2012
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Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14839

presentata da

FRANCO GIDONI
giovedì 9 febbraio 2012, seduta n.584
GIDONI, FABI, CALLEGARI, FORCOLIN e BITONCI. -

Al Ministro dell’interno.

- Per sapere – premesso che:

da diversi decenni è istituito un distaccamento volontario dei vigili del fuoco a Longarone, alle dipendenze del comando provinciale di Belluno, ricostruito a seguito della nota vicenda del disastro del Vajont;

lo stesso è stato incluso nel progetto di sviluppo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco denominato «Soccorso Italia in 20 minuti»;

nell’ultimo periodo si sono registrati in comune di Longarone più incendi, anche di grave entità, che hanno impegnato nelle operazioni di spegnimento squadre provenienti da Belluno, Pieve di Cadore e Vittorio Veneto;

se fosse attivo un distaccamento di tipo permanente i tempi sarebbero stati certamente più tempestivi permettendo di contenere in modo significativo i danni;

il potenziamento del distaccamento di Longarone aumenterebbe in modo significativo l’operatività anche a favore delle vicine località di Erto-Casso, Val di Zoldo nonché della stessa zona dell’Alpago con la sua ampia area industriale, così come si è potuto riscontrare a seguito di apposite simulazioni di intervento -:

se non ritenga opportuno trasformare l’attuale distaccamento volontario dei vigili del fuoco di Longarone in distaccamento permanente anche di tipo misto. (4-14839)

conversione del decreto-legge n. 201 del 2011: Disposizioni urgenti per la crescita, l´equità e il consolidamento dei conti pubblici

Pubblicato in interventi aula  da francogidoni il February 14th, 2012

Signor Presidente, intanto grazie di essere qui, vista l’ora, e grazie al sottosegretario. È chiaro che questa manovra non ci convince ed è chiaro anche che è una manovra fatta per le banche. Basterebbe ricordare solo l’articolo 8 (Misure per la stabilità del sistema creditizio), dove in realtà noi cittadini italiani verremmo chiamati a rispondere delle obbligazioni assunte dalle banche. Qui mi riallaccio al discorso fatto dal collega Buonanno prima: abbiamo tanto criticato la FIAT negli anni passati, dicendo che rendeva pubbliche le perdite e privatizzava gli utili. Credo che qui con le banche siamo arrivati allo stesso punto.
Ma non è di questo che volevo parlare, quanto di un argomento che non è ancora stato toccato, che è quello delle missioni di pace. Noi usciamo da tre anni di Governo Tremonti, dove le missioni di pace sono sempre state un motivo di discussione e i soldi sono sempre stati centellinati. Qui miracolosamente il Ministro Di Paola porta a casa, a differenza di tutti gli altri colleghi, non un taglio sui suoi fondi ma un raddoppio. Non lascia, ma raddoppia. Miracolosamente i 700 milioni a bilancio diventano un miliardo e 400 milioni e vanno a coprire in un colpo solo tutto il fabbisogno stimato per il 2012. Questo ci lascia molto perplessi, perché evidentemente sulle missioni di pace pensavamo che ci dovesse essere un ragionamento. Pensavamo che se c’era da tagliare e da fare dei sacrifici, li dovessimo fare tutti. Avevamo avuto modo di ascoltare anche il Ministro Di Paola.
Evidentemente, vengono sollevate tutta una serie di eccezioni sul nostro dovere di partecipare, sul fatto che essere presenti è un motivo di prestigio nazionale, però bisogna anche tenere presente che in momenti di crisi bisogna avere anche il coraggio di ammettere di non essere più in grado di sopportare missioni costose e di ridurle alle nostre effettive capacità di spesa. Invece questo non avviene e sulle missioni non si taglierà nulla.
Tra l’altro, mi aggancio qui ad un emendamento, signor sottosegretario, che avevamo presentato. Credo che le sia nota la situazione delle aziende del nostro Paese coinvolte nella caduta del regime di Gheddafi. Sono circa un centinaio di imprese che hanno maturato crediti per quasi 300 milioni di euro e che chiedono a questo Paese di non fallire. Alcune sono già fallite a dire il vero. Chiedono due cose banalissime, alle quali credo che questa notte, se il Governo volesse, potrebbe anche rimediare accogliendo l’emendamento. Chiedono semplicemente l’applicazione dell’articolo 9 della legge n. 212 del 2000, ovvero la possibilità di vedersi posticipate le tasse. Credo che questo sia anche un dovere morale di questo Paese di fronte ad una missione, di fronte ad una guerra in cui siamo scesi, in Libia, in cui abbiamo coinvolto i nostri cittadini che lì stavano lavorando. Credo che il posticipo della tassazione, tra l’altro previsto per legge, sia quantomeno doveroso.
Dopodiché ricordo degli ordini del giorno già approvati da questa Camera, ma anche degli atti di indirizzo approvati a livello europeo. Cito solo la risoluzione 8.353 del 2011, la n. 7.827 del 2011, che consentirebbe ai Paesi di effettuare i pagamenti sfruttando i fondi libici congelati. A fronte di un credito di 300 milioni delle nostre aziende – crediti assolutamente certificati – il nostro Stato ha in questo momento congelati 7 miliardi di fondi, non ancora dati per pagamenti fatti al Governo libico. Tra l’altro, ha ancora i 5 miliardi del Trattato di amicizia italo-libico. Quindi, credo che se ci fosse la volontà sicuramente le cose si potrebbero fare.
Cito solo un’altra cosa che ci è stata data e che io definisco l’angelo sterminatore, ovvero il Ministro Fornero. La ringrazio di esistere, perché ci ha messo in evidenza tutto ciò in cui lei crede. Lo ha predicato negli ultimi quindici anni, per chi ha seguito gli interventi nei vari convegni, anche sulla stampa, del Ministro Fornero. È arrivata qui finalmente, nella stanza dei bottoni. È sicurissima che il sistema contributivo secco sia la panacea di tutti i mali del nostro sistema previdenziale e ha calato la sua spada infuocata sul sistema. Non sto qui a citare gli allungamenti dei periodi – se ne è già parlato – o il diverso sistema di calcolo, eccetera. Ricordo solo un’altra cosa che non è stata qui citata, ovvero la soppressione dell’INPDAP e dell’ENPALS, fagocitati dalla macchina dell’INPS, un mostro previdenziale ora che sarà di 700 miliardi.
Ma soprattutto, signor sottosegretario, ricordo quanto è previsto per le casse privatizzate. Lei sa che gli enti dei liberi professionisti nel 1995 hanno accettato la grande sfida di mantenere in equilibrio i sistemi delle casse previdenziali privatizzate.
In realtà, oggi si chiede loro una cosa previdenzialmente assurda, ovvero di dimostrare entro il 31 marzo l’equilibrio della cassa con una previsione non a 30 anni, come è stato fino a ieri, ma a 50 anni, tra l’altro nel puro conto contributo-pensione.
Capisco che il Governo abbia accettato la proroga al 30 giugno, ma è una mission impossibile. Ricordo solo che stiamo parlando di due milioni di professionisti, di 500 mila pensionati, di casse che hanno saldi positivi, oggi, di due miliardi e 800 milioni di euro e un patrimonio di 42 miliardi, e che regaleranno a questo Stato, per la questione della doppia tassazione, nel 2012, a seguito dell’introduzione dell’IMU, qualcosa come 60-70 milioni di euro aggiuntivi.
Concludo qui con una presa in giro, perché, se vi è sfuggito, all’articolo 24, comma 29, vengono istituite iniziative di promozione della cultura del risparmio previdenziale. Cosa andiamo a dire ai nostri giovani? Che non basta il 33 per cento, che oggi pagano sui loro 1.100 euro di stipendio al mese, ma dovranno farsi una pensione complementare, per garantire il delta di pensione che il contributivo non darà mai. Questo è veramente inconcepibile